Arte e lavoro di Renata Wysocki (Esperta d’arte)

Ci domandiamo: cos’è che lega l’arte al lavoro? Qual è quel filo capace di unire questi due aspetti della nostra esistenza, apparentemente così distanti tra loro? Se pensassimo al lavoro semplicemente come mezzo di sostentamento, come un tempo fermo nel quale non possiamo operare emotivamente, l’arte apparirebbe senz’altro agli antipodi. Il lavoro oltre ad essere un bene prezioso, attraverso il quale abbiamo la possibilità di mantenerci deve essere anche un modo per esprimerci e realizzare noi stessi, un’opportunità per intrecciare legami e trasformare il mondo, così come solo l’arte può fare. Per questo, lavoro e arte possono e devono contaminarsi a vicenda in un circolo virtuoso, in modo da riportare al centro la persona nel suo asse di relazioni.
Oggigiorno è abbastanza evidente come, nel corso dei decenni, ci sia stata una sorta di rivoluzione copernicana nel modo di intendere questi due aspetti della vita, con un evidente spostamento dell’attenzione dall’oggetto al soggetto. Ecco perché, dobbiamo far si che il lavoro e l’arte, insieme, possano creare legami più duraturi tra generazioni. Al fine di programmare un lascito continuo tra vecchio e nuovo, attraverso un percorso straordinario tra presente, passato e futuro.

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