Tempo di “en plein air”

Termine francese che significa letteralmente “all’aria aperta”, coniato per indicare un particolare modo di dipingere di artisti come Claude Monet e degli impressionisti francesi. Questo è un metodo che sin dai tempi dello stesso movimento artistico ha contraddistinto tutti quelli che, con cavalletto alla mano, preferivano dipingere all’aperto.
Dipingere fuori dal proprio studio non è una pratica molto comoda e adatta a tutti, ma sicuramente trova molti consensi tra gli amanti della natura, dello stare all’aria aperta e da quanti apprezzano i paesaggi in una determinata situazione. Dipingere all’aria aperta, difatti, può offrire all’artista il piacere di essere immerso nel suo stesso contesto e di poter cosi fermare un preciso istante, o una particolare atmosfera fatta di luci e ombre.
Sono diversi quelli che pensano che questo modo di dipingere implichi pennellate sciolte e pochi dettagli, ma per esperienza posso affermare che sono molti i pittori che in una simile circostanza creativa si concentrano molto sul dettaglio. Questi, a differenza di chi opera e disegna in studio con immagini fotografiche, hanno un maggiore ventaglio di opportunità per rappresentare in maniera più fedele i colori di una scena, la forma di una figura o l’emozione di un momento. Un vantaggio che soprattutto nel periodo estivo, attrae un grandissimo numero di artisti, oltre a chi la considera la pittura un semplice hobby creativo, da praticare a contatto con la natura. Il tutto, considerato il periodo, potrebbe addirittura offrire nuove opportunità per tornare a socializzare, uscendo dalla solitudine di uno studio.

Autore dell’articolo: Mario Pezzolla (maxpezzolla_74@gmail.com)

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